La dottrina degli eretici patarini esposta all’abate Ciriaco a Perugia nel 1229
Scrive la Legenda de Origine dei Servi di Maria (10, ed. 1982):
“Questi uomini, terminata la propria missione con la morte corporale – il beato Domenico l’anno del Signore 1221 e il beato Francesco l’anno del Signore 1226 – erano passati dalla morte corporale alla vita beata, e gli Ordini da loro istituiti erano già talmente accetti dinanzi a Dio per le loro virtù, che i loro frati con la predicazione della verità e con l’esempio della vita avevano incominciato ad estirpar le eresie che sorgevano a turbare la pace della Chiesa. Tra essi principiava già a manifestari al mondo il beato Pietro martire [† 1252], quale fortissimo atleta di Cristo e principale estirpatore delle eresie”.
Svetta, tra tali dottrine che turbavano “la pace della Chiesa” e che tanto influenzarono il secolo dei Sette Santi Fondatori, quella dei Paterini o Patarini: fu fu la più diffusa ed è testimoniata pure nella storia locale. L’eresia comprese, di fatto, tra i secoli XII e XIII l’altra dei catari e circa alla metà del dugento in generale le dottrine erronee professate al tempo. In seguito la parola patarino ebbe ancora più successo nel comune linguaggio e assunse il significato ‘laico’ di furfante e briccone ...
In tal senso scrisse Cristoforo Landino († 1498) nel commento al canto X dell’Inferno nella Divina Commedia – siamo nella città di Dite, circondata dalla palude Stigia, pena degli eresiarchi –:
“Malignissimi sono e paterini e quali a molti altri errori e quali hanno cumuni cho’ manichei, dicono l’anime nostre essere spiriti maligni infusi ne’ corpi dal diavolo”.
È questa una fede mostrata anche in due pergamene del 24 e 26 giugno 1229 rogate a Perugia dal notaio Ranuccio a seguito dell’abiura di certi Andrea e Pietro patarini fatta davanti a dom Ciriaco, abate di San Miniato al Monte di Firenze, presenti papa Gregorio IX, arcivescovi, vescovi, cappellani e una moltitudine di gente.
Nella carta del 26 giugno i convertiti provarono la loro retta intenzione mangiando “carnes visibiliter coram abbate”, notaio e testimoni, e dichiarando i punti del loro credo sul diavolo ‘creatore’.
Così consegnarono alla storia un testo importante, che è stato già trascritto da Giovanni Battista Ristori, in I Paterini in Firenze, 1905.
Lo riporto tale e quale:
“In primis nos Andrea et Petrus dicimus et protestamur hanc esse fE inoltre paterinorum, quam hactenus credebamus fuisse catholicam.
In primis duo fuisse principia, scilicet boni et mali et duos Deos fuisse ab eterno, scilicet lucis et tenebrarum.
Deum lucis fecisse omne lucem et partem spirituum. Deum vero tenebrarum scilicet diabolus fecisse omne malum et omnes tenebras et quosdam angelos et dictus diabolus cum sui angelis ivit et decepit Luciferum et angelos ipsius, qui cum eo ceciderunt, qui erant de populo Dei lucis.
Item diabolus et lucifer cum suis angelis ceciderunt de celo.
Item quidam angelus bonus, scilicet dei lucis cum quibusdam sotiis suis venit ad tenebras istas, ut redimeret luciferum et sotios, qui ceciderunt de celo.
Item diabolus, scilicet draco mangnus et lucifer concorditer opera huius mundi in VI diebus fecerunt, simul ceperunt illum angelum et sotios suos et abstulerunt ab eo coronam et splendorem quam habebat.
Item permittente Deo lucis diabolus et lucifer concorditer opera huius mundi fecerunt in VI diebus.
Item lucifer penituit de deceptione, quae facta fuit Deo lucis, fuit in concordia cum dracone ut facerent hominem de terra.
Draco volebat ut esse homo immortalis et lucifer mortalis et sic factus est mortalis et miserunt in corpore hominis, scilicet Ade, illum angelum qui venit redimere luciferum et angelos suos a quo abstulerunt coronam, de qua fecerunt luminaria quae sunt in firmamento et fecerunt Ade sociam mulierem et specie istorum hominum postquam fuerunt in corpore obliti sunt omnium bonorum et retinuerunt factores corporum eorum deos et lucifer precepit ut non commederent de lingno scientie boni, scilicet quod non commiscerent se ad invicem et draco fecit eos prevaricare, scilicet commiscere ad invicem.
Item cum draco videret quod homo esset mortalis penituit se quod hominem fecerat unde, deo lucis permittente, immisit diluvium super terram et lucifer, permittente Deo lucis reservavit Noe et socios suos.
Item draco fecit turrem di bebel hedificari, ubi fecit multa genera linguarum ut si contingerent quod aliquis venirent de regno celestiali predicaturus homines eum non intellegirent.
Item lucifer loquebatur Abrae, Ysaac et Iacob ostendendo se deum lucis et hic dedit legem Moysi et isti salvi sunt.
Item Deus lucis loquebatur per prophetas annuntiando adventum filii dei et dicit Iohannem missum a deo lucis.
Item dicit quod filii dei venit in beatam Virginem Mariam qua erat facta de superioribus elementis et ab ea carnem suscepit et non de istis elementis et descendit de celis cum CXLIIII milia angelorum et post mortem descendit ad infernum et reduxit secum sanctos patres et prophetas et qui obedierant prophetis.
Item in die Pentecostes misit spiritum sanctum et docuit apostolos omnes linguas a contrario illius, qui linguas confusit et credit per illum spiritum sanctum habere salvationem, quam se dicit habere et nullum alium.
Item credit nullum salvari sine manus impositione et nulla confessionem peccatorum dicit esse necessariam in persona illorum qui de novo veniunt ad illorum.
Item dicit per malum ministrum vel sacerdotem nihil bonum operari vel dari quod ad salvationem pertineat.
Item dicit romanam ecclesiam fE inoltre catholicam non habere, nec aliquam salvationem esse in ea nec aliquem per eam salvari et omnes constitutiones romanae ecclesie abominantur.
Item matrimonium dampnatur, carnes, caseum et ova commendentes dampnatur et iuramento penitus dicitur esse prohibitum.
Item de corpore Christi et baptismo nichil credit fieri in ecclesia romana.
Dixit tamen dictus Petrus, quod de multis capitulis, qui in hac carta continentur nichil ab aliquo intellexit. Andreas vero hanc esse vitam paterinorum penitus refermavit”.
La traduzione (nostra):
“Innanzitutto, noi, Andrea e Pietro, affermiamo e protestiamo che questa è la fede dei Paterini, che abbiamo finora creduto essere cattolica.
Primo, che esistevano due principi, vale a dire il bene e il male, e che dall’eternità esistevano due dei, vale a dire della luce e delle tenebre.
Il dio della luce creò tutta la luce e una parte degli spiriti. Ma il dio delle tenebre, vale a dire il diavolo, creò tutto il male e tutte le tenebre e certi angeli, e detto diavolo con i suoi angeli andò e ingannò lucifero e i suoi angeli che caddero con lui, che erano del popolo del dio della luce.
E inoltre il diavolo e lucifero con i suoi angeli caddero dal cielo.
E inoltre un certo angelo buono, vale a dire del dio della luce, con alcuni dei suoi compagni venne in quelle tenebre, per redimere lucifero e i suoi compagni, che erano caduti dal cielo.
E inoltre il diavolo, vale a dire il grande drago e lucifero, di comune accordo, compirono le opere di questo mondo in sei giorni, contemporaneamente catturarono quell’angelo e i suoi compagni e gli tolsero la corona e lo splendore che aveva.
E inoltre, permettendo il dio della luce, il diavolo e lucifero, in accordo, compirono le opere di questo mondo in sei giorni.
E inoltre lucifero si pentì dell’inganno perpetrato ai danni del dio della luce e si accordò con il drago per creare l’uomo dalla terra.
Il drago voleva che l’uomo fosse immortale e lucifero mortale, e così egli divenne mortale e misero nel corpo dell’uomo, cioè ad Adamo, quell’angelo che venne a redimere lucifero e i suoi angeli, al quale tolsero la corona, e dalla quale crearono i luminari che sono nel firmamento; e crearono per Adamo una compagna donna e a somiglianza di questi uomini, dopo che furono nel corpo, dimenticarono tutte le cose buone e i creatori dei corpi, conservarono i loro dei, e lucifero comandò loro di non mangiare dell’albero della conoscenza del bene, cioè che non si mescolassero gli uni con gli altri e il drago li fece trasgredire, cioè mescolarsi gli uni con gli altri.
E inoltre, quando il drago vide che l’uomo era mortale, si pentì di averlo creato, dopodiché, con il permesso del dio della luce, mandò un diluvio sulla terra e lucifero, con il permesso del dio della luce, preservò Noè e i suoi compagni.
E inoltre il drago fece anche costruire la torre di Babele, dove creò molte lingue, in modo che se qualcuno fosse venuto dal regno celeste, avrebbe predicato in una lingua che gli uomini non avrebbero compreso.
E inoltre lucifero parlò ad Abramo, Isacco e Giacobbe, rivelandosi come il dio della luce, e diede la legge a Mosè, ed essi furono salvati.
E inoltre il Dio della luce parlò tramite i profeti, annunciando la venuta del figlio di Dio, e dice che Giovanni fu mandato dal dio della luce.
E inoltre dice che il figlio di Dio venne nella beata Vergine Maria, che era fatta di elementi superiori, e da lei prese carne, e non di questi elementi, e discese dal cielo con 144.000 angeli, e dopo la morte discese agli inferi, e riportò con sé i santi padri e i profeti, e coloro che avevano obbedito ai profeti.
E inoltre, nel giorno di Pentecoste, egli inviò lo Spirito Santo e insegnò agli apostoli tutte le lingue, contrariamente a quello che confuse le lingue, e crede che attraverso lo Spirito Santo di avere la salvezza che dice di avere, e tramite nessun altro.
E inoltre crede che nessuno sia salvato senza l’imposizione delle mani e afferma che non è necessaria alcuna confessione di persona dei peccati di coloro che si convertono alla fede di quelli.
E inoltre afferma che attraverso un ministro o un sacerdote malvagio non si può fare o dare nulla di buono che riguardi la salvezza.
E inoltre afferma che la Chiesa romana non ha la fede cattolica, né vi è in essa alcuna salvezza, né alcuno è salvato attraverso di essa, e sono da aborrire tutte le costituzioni della Chiesa romana.
Allo stesso modo, è dannato il matrimonio, è dannato chi mangia carne, formaggio e uova e afferma che il giuramento è del tutto proibito.
E inoltre crede che nella Chiesa romana non sa da far nulla riguardo al corpo di Cristo e al battesimo.
Tuttavia, il suddetto Pietro disse di non aver capito nulla da nessuno riguardo ai molti capitoli contenuti in questa carta. Ma Andrea confermò pienamente che questa è la vita dei Patarini”.
Paola Ircani Menichini, 8 maggio 2026. Tutti i diritti riservati.
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